News

Pesca sostenibile e sostegno ai pescatori artigianali per garantire prosperità al settore della Pesca in Italia

Il settore della pesca è profondamente in crisi a causa del gravissimo declino degli habitat e delle risorse ittiche, decimate da anni di pesca intensiva e distruttiva e da politiche che hanno favorito i grandi pescherecci che hanno svuotato il mare e impoverito le comunità che dipendono dalle risorse del mare.
“Il vero spessore di un uomo non si vede nei momenti di comodità e convenienza bensì tutte quelle volte che affronta le controversie e le sfide” (Martin Luther King).
I pescatori rappresentano circa l’80 per cento dell’intero settore ed hanno capito che solo investendo nella pesca sostenibile e nella tutela del mare e delle sue risorse potranno sperare di creare un futuro migliore per loro e per le generazioni future.

Fin dall’inizio la nuova Politica Comune della Pesca (PCP) ha discriminato i pescatori artigianali con un quadro normativo squilibrato, infatti, la maggior parte delle quote di pesca e dei sussidi erogati dall’UE sono stati incanalati verso attività di pesca in grande scale, emarginando le attività sostenibili e su piccola scala.

Oggi, però, questo non è più possibile.

I pescatori professionisti di diversi Paesi europei si sono riuniti e organizzati per rappresentare gli interessi dei piccoli pescatori creando una piattaforma europea “The Low Impact Fischer of Europe (LIFE), che riunisce le organizzazioni locali che lavorano su piccola scala e che utilizzano attrezzi e metodi con un basso impatto sull’ambiente.

Anche il futuro della pesca italiana sta nelle mani dei pescatori artigiani, della pesca sostenibile e a basso impatto. Sarà necessario ridurre la sovraccapacità delle flotte e limitare la pesca insostenibile. Sarà importante la collaborazione tra scienziati, ricercatori e pescatori per salvaguardare l’ambiente marino, ridurre i giorni di pesca e garantire l’uso di attrezzi selettivi. La quota di pesca è un bene pubblico, non una proprietà privata, e deve premiare metodi di pesca sostenibili.

“Piccole gocce di speranza, onestà e lungimiranza, che tanto servono a questo settore. Sono ad esempio le storie dei pescatori sardi di Su Pallosu, che hanno collaborato con scienziati e ricercatori per creare una riserva per il ripopolamento delle aragoste. In pochi anni, gli sforzi fatti sono stati ricompensati con un aumento delle catture del 500 per cento. E ancora le storie straordinarie dei pescatori di Torre Guaceto o dell’Isola di Pantelleria, che si sono auto-imposti delle regole per ridurre i giorni di pesca e garantire l’uso di attrezzi selettivi. Difficile elencarle tutte, ma sono state tante le buone pratiche messe in atto dai pescatori provenienti da tutto il Mediterraneo. Tutti condividono gli stessi problemi, le stesse difficoltà e lo stesso mare. E ora insieme vogliono e devono attivarsi per proteggerlo.

Questa è la pesca che vogliamo e questi sono i pescatori che dobbiamo difendere e aiutare con due mosse: garantendo la piena applicazione della Politica Comune della Pesca dell’Ue e dei suoi principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale; vigilando affinché i finanziamenti pubblici  vengano utilizzati per sostenere la pesca artigianale che opera con un basso impatto sull’ambiente , e per aumentare i controlli, la raccolta dati e la lotta contro la pesca illegale”.

Fonte: GreenPeace