Il Consiglio dei ministri ha approvato la disposizione che rifinanzia con 3 milioni di euro per l’anno 2026 il Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura. L’obiettivo, spiega una nota del Masaaf, è “rafforzare il sostegno alle imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite da calamità naturali e da eventi meteorologici e meteomarini eccezionali”.
L’intervento consentirà di garantire un ulteriore supporto agli operatori del comparto che hanno subito danni alle produzioni e alle strutture produttive nel periodo compreso tra l’1 gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, caratterizzato da eventi climatici sempre più intensi e frequenti.
Il rifinanziamento si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dal governo per affrontare gli effetti della crisi climatica e garantire la continuità operativa delle imprese che contribuiscono alla sicurezza alimentare, allo sviluppo economico delle comunità costiere e alla valorizzazione delle produzioni ittiche italiane.
“La pesca e l’acquacoltura – ha sottolineato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – rappresentano un patrimonio economico, produttivo e sociale strategico per l’Italia. Le imprese del settore stanno affrontando le conseguenze di fenomeni atmosferici e meteomarini straordinari che mettono a rischio attività produttive, occupazione e competitività. Con questo intervento – aggiunge – il governo conferma la propria vicinanza agli operatori, assicurando risorse aggiuntive per contribuire al ristoro dei danni subiti e rafforzare la capacità di risposta del comparto”.
Le risorse aggiuntive consentiranno di attivare gli interventi già previsti dalla normativa vigente a favore delle imprese danneggiate.
“Accogliamo – fa sapere la Confsal pesca ed agroalimentare – con favore la dotazione finanziaria destinata al Fondo di solidarietà, che recepisce le sollecitazioni del settore fornendo un supporto concreto alle realtà ittiche. Un intervento necessario per fronteggiare le emergenze climatiche in corso, dalle anomalie termiche marine fino alla devastazione degli impianti causata dal granchio blu”.
