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Pesca, Lollobrigida a Ue: “Basta tagli ai prelievi dal mare e alle giornate”

“Mai come prima d’ora bisogna smettere di tagliare. Tagliare i prelievi dal mare, tagliare le giornate di pesca. l’Italia guida le nazioni che si oppongono al sacrificio delle nostre marinerie: 230.000 pescatori negli anni ’80, 120mila oggi: è un numero intollerabile. Marinerie desertificate, porti abbandonati, comunità locali in difficoltà… Non è più cosa”. Così il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida spiegando di aver già detto al commissario europeo Hansen che “per l’Italia questo non si può fare. A dicembre avevamo già vinto una battaglia su questo tema, portando a zero i tagli folli che voleva proporre la burocrazia europea”. Perché, aggiunge, “mentre le nostre marinerie si desertificano, crescono le marinerie dei paesi terzi. Oltretutto, avere la concorrenza di paesi terzi che non rispettano quasi mai le stesse regole e la stessa burocrazia che viene imposta ai nostri pescatori. Ogni volta che si tratti di regolare le importazioni dei paesi terzi, limitandole e vincolandole agli stessi standard che noi imponiamo ai nostri produttori, noi ci siamo. E abbiamo detto al Commissario che la trattativa per l’Italia è: basta tagli! Tutto si può fare, meno pensare che noi rinunceremo ai nostri pescatori”.

Condividendone parole e ragioni, anche per rivendicazioni proprie, un plauso è arrivato dalla Confsal pesca agroalimentare.

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