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Gambero rosso e viola a rischio: l’allarme dei pescatori e la solidarietà di Confsal Pesca

La crisi del settore ittico in Sardegna raggiunge un nuovo punto di rottura, mettendo a serio rischio la presenza dei pregiati gamberi rossi e viola sulle tavole dei ristoranti locali per la stagione in corso. A sollevare la questione è la Confsal pesca e agroalimentare dopo che il Consorzio dei pescatori di Golfo Aranci, ha denunciato “una situazione drammatica per le imprese locali”.

Il blocco delle catture nasce dal superamento delle quote europee assegnate lo scorso anno, un limite che i pescatori definiscono “irrisorio” e che non tiene conto della reale consistenza della piccola flotta del nord dell’isola, numericamente marginale rispetto ai giganti della pesca nazionale ma pesantemente penalizzata dalle medesime restrizioni.

In questo scenario di incertezza, il sindacato Confsal Pesca ha espresso piena solidarietà ai lavoratori sardi, spiegando come “le attuali politiche comunitarie stiano soffocando un comparto già stremato dal raddoppio dei costi del gasolio”. La Confsal pesca si unisce, dunque, al coro di protesta evidenziando come “le direttive UE, recepite dal MASAF attraverso decreti sempre più rigidi per la zona GSA 11, “stiano di fatto paralizzando l’attività dei pescherecci senza offrire alternative concrete o sostegni economici adeguati”.

Il rischio, confermato anche dalle analisi tecniche sugli stock biologici che spingono verso una tutela sempre più restrittiva, è che “la mancanza di un dialogo politico efficace porti a un blocco totale della filiera locale. Senza una rimodulazione delle quote o una gestione più flessibile delle aree di pesca, il mercato ittico e la ristorazione sarda si troveranno costretti a rinunciare a un’eccellenza del territorio, lasciando spazio alle importazioni e condannando i pescatori di Golfo Aranci a restare in porto, impossibilitati a coprire persino i costi di uscita in mare”.