Si chiude oggi, a Barcellona, la Seafood Expo Global, la kermesse più importante al mondo per il comparto ittico, che ha trasformato la capitale catalana nel cuore pulsante dell’economia del mare. In un contesto di numeri record e innovazioni tecnologiche, la partecipazione italiana ha brillato non solo per la qualità dei suoi prodotti, ma anche per una rinnovata attenzione alla tutela del capitale umano. Su impulso della Fesica Agroalimentare e Pesca, i rappresentanti sindacali della Confsal pesca sono stati invitati dalla Direttrice della Direz. Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura Graziella Romito, a partecipare attivamente all’evento, portando la voce dei lavoratori in un consesso di portata internazionale.
Se il modello cooperativo italiano e le imprese del settore sono stati capaci di catalizzare l’attenzione dei buyer globali, il merito va ascritto alla bravura e alla determinazione dei lavoratori. Sono loro, infatti, il vero motore del Made in Italy, capaci di trasformare una risorsa naturale in un prodotto di eccellenza.
La presenza della Confsal pesca a Barcellona, per volere della Fesica Agroalimentare e pesca, sottolinea una visione sindacale moderna: non si può parlare di “Blue Economy” senza mettere al centro la tutela dei lavoratori e le loro competenze. Dietro ogni eccellenza esposta nello stand Italia organizzato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) — dalle rinomate ostriche italiane (che registrano un trend di crescita di 100 tonnellate l’anno) alla valorizzazione del granchio blu — c’è un sacrificio quotidiano che merita protezione e riconoscimento.
L’agenda dell’evento, sostenuta dai fondi FEAMPA 2021-2027, ha toccato temi cruciali come l’innovazione in acquacoltura e la tracciabilità. Per la Fesica, questa evoluzione tecnologica deve procedere di pari passo con la sicurezza e la dignità del lavoro. L’investimento massiccio in trasformazione e sostenibilità dei processi richiede manodopera altamente qualificata e la partecipazione sindacale mira a garantire che lo sviluppo della filiera, definita “strategica” per occupazione e crescita, non trascuri mai il benessere di chi opera in mare e negli stabilimenti di trasformazione.
Durante lo show cooking e le presentazioni dei prodotti innovativi, come i ravioli all’astice o i burger di pesce, è emersa con forza la capacità italiana – ha spiegato la presente Flaminia Marini – di coniugare tradizione e modernità. Fesica Agroalimentare e Pesca ribadisce che, la resilienza mostrata dalle nostre cooperative, anche attraverso i lavoratori che vengono tutelati e supportati, è il frutto di un impegno che va oltre il profitto, toccando anche l’identità stessa della nostra cultura alimentare.
Con la chiusura del Seafood Expo Global 2026, il messaggio dei rappresentanti della Fesica Agroalimentare e Pesca tramite la Confsal Pesca è chiaro: “l’Italia continuerà a guidare il mercato globale finché saprà difendere l’unicità del proprio lavoro, rendendo la nostra sanità alimentare sempre più equa, efficiente e vicina ai bisogni dei cittadini e dei lavoratori”.



















