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“Navigare il cambiamento”, svolto a Bari il confronto sul futuro della pesca. Confsal Pesca: “Innovazione e sostenibilità mettano al centro il lavoro”

Il futuro della pesca e dell’acquacoltura passa dalla capacità di affrontare insieme cambiamenti climatici, innovazione tecnologica, sostenibilità economica e tutela del lavoro. È stato questo il filo conduttore di “Navigare il cambiamento. PN FEAMPA 2021-2027, l’emergenza climatica e le prospettive europee per il post 2027”, il convegno tecnico nazionale che si è svolto a Bari presso la Camera di Commercio, nel quadro della giornata di confronto promossa dalla Regione Puglia.

Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo scientifico, Regioni e rappresentanti del comparto per fare il punto sulle trasformazioni che stanno interessando la pesca e l’acquacoltura e sulle prospettive della prossima programmazione europea.

A fare gli onori di casa, insieme alla Regione Puglia e alla Camera di Commercio di Bari, il sistema istituzionale e tecnico regionale impegnato sulle politiche della pesca. I lavori sono stati moderati da Rosa Fiore, dirigente della Sezione Attuazione della Politica Europea e degli Affari Marittimi per la Pesca e l’Acquacoltura della Regione Puglia.Il confronto ha affrontato innanzitutto gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini e sulle attività produttive. Fabio Fiorentino, dirigente di ricerca IRBIM-CNR, ha approfondito il fenomeno delle specie marine non indigene, mentre Fabrizio Capoccioni, primo ricercatore CREA, ha analizzato gli impatti del cambiamento climatico sulla mitilicoltura e le possibili strategie di adattamento.

Spazio anche alla competitività della filiera, alla produzione interna, ai flussi commerciali e ai consumi dei prodotti della pesca, con il contributo di Rosaria Sabatella, senior researcher NISEA. Particolarmente significativo il confronto sulle soluzioni tecnologiche e partecipative per il monitoraggio dell’ambiente marino-costiero, attraverso l’esperienza del progetto Blue Sentynet presentata dalla Regione Abruzzo. La parte finale dei lavori è stata dedicata al FEAMPA post 2027 e agli strumenti necessari per accompagnare il settore nella gestione delle crisi e dei rischi. Fabian Capitanio, docente di Economia e Politica Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha affrontato il tema delle polizze e degli strumenti di copertura del rischio per pesca e acquacoltura, anche in relazione al fondo di solidarietà previsto dal MASAF.

A chiudere il confronto, il panel istituzionale con Graziella Romito, direttrice generale PEMAC del MASAF, e Giulia Carraro, DG Mare della Commissione europea, collegata da remoto, dedicato alle prospettive politiche e alla programmazione del comparto oltre il 2027.

Nel corso della giornata è intervenuto anche il sottosegretario al MASAF Patrizio La Pietra, che ha richiamato la necessità di conciliare sostenibilità ambientale e sostenibilità economica e sociale, indicando tra le direttrici per il futuro innovazione tecnologica, diversificazione del reddito e rafforzamento delle tutele per i lavoratori nei periodi di fermo pesca e di crisi produttiva. La Puglia, del resto, arriva a questo confronto con un sistema produttivo legato al mare di grande rilevanza: oltre 900 chilometri di costa, 43 marinerie e comunità legate alla pesca, più di 1.400 pescherecci e oltre 150 attività di acquacoltura. Numeri che restituiscono il peso economico e sociale del comparto e la necessità di una programmazione capace di guardare al futuro senza perdere di vista le persone che vivono del mare.

Su questo aspetto si concentra l’intervento di Flaminia Mariani della Confsal Pesca ed agroalimentare, che sottolinea la necessità di inserire la dimensione del lavoro al centro della transizione del settore.

“Il confronto di Bari è stato importante perché ha messo insieme istituzioni, ricerca e operatori per affrontare trasformazioni che stanno già producendo effetti concreti sulla pesca e sull’acquacoltura. Dal cambiamento climatico alla proliferazione delle specie aliene, fino alle difficoltà della molluschicoltura, non possiamo più affrontare queste questioni come emergenze separate: serve una strategia di lungo periodo. Come Confsal Pesca riteniamo però fondamentale che in questa strategia il lavoratore del mare abbia un ruolo centrale. Innovazione e sostenibilità non sono soltanto questioni tecnologiche o ambientali: sono anche questioni di lavoro, sicurezza, formazione e competenze“.

“La futura programmazione FEAMPA post 2027 – spiega Flaminia Mariani – dovrà quindi sostenere l’innovazione e la competitività, ma anche garantire strumenti adeguati per affrontare le crisi produttive e climatiche e tutelare il reddito e l’occupazione. La transizione non può scaricare i suoi costi esclusivamente sui pescatori e sulle comunità costiere“.

“Per questo chiediamo che le parti sociali siano coinvolte stabilmente nella programmazione nazionale ed europea. Il cambiamento sarà realmente sostenibile solo se saprà tenere insieme tutela dell’ambiente, competitività delle imprese e dignità del lavoro“.

Il confronto di Bari consegna dunque una sfida chiara: trasformare ricerca, innovazione e risorse europee in strumenti concreti per rendere il comparto più resiliente, senza perdere di vista il patrimonio economico, professionale e sociale rappresentato dalle marinerie italiane.